Un nuovo modo di pensare

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Mi piace parecchio l’ultimo spot della Melinda.

Dal punto di vista commerciale è una furbata, rivendere le mele rese “imperfette” dalla grandine ad un prezzo minore, rispetto a quelle più belle visivamente, ma (come dice lo spot) uguali nel gusto e nella qualità. Tutto questo per scongiurare tutta la perdita di guadagno che questa calamità atmosferica avrebbe sicuramente provocato.

Lo trovo poi uno spot “originale”, nel senso che non si era mai visto prima. Nessuno aveva infatti mai mostrato in pubblicità qualcosa che non fosse assolutamente perfetta e attraente.

Insomma, il brutto e l’imperfetto trovano finalmente posto anche in pubblicità, il regno dell’esattamente-opposto.

Mi piace anche perchè manda, non so quanto volontariamente, un bel messaggio a tutti i produttori agricoli. Non gettare il frutto solo perchè è imperfetto. La qualità e il gusto rimangono intatti anche se l’aspetto esteriore sembrerebbe dire il contrario. Quindi, perchè mandare al macero quintali di prodotto solo perchè “macchiato” o “esteticamente non idoneo”?

Spero che un modo di pensare come questo diventi la regola e non l’eccezione.

Domani

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Volevo condividere questa mia gioia con voi fedeli “seguaci”  ; ) del mio blog.

Domani concludo un percorso di vita per iniziarne subito un altro che spero sarà pieno di soddisfazioni per me.

Domani mi laureo. 🙂

Ho deciso di dirlo a voi (sapete a chi mi riferisco ;)) perchè in questi mesi siete stati per me una scoperta sempre nuova.

Con voi ho condiviso i momenti belli e quelli brutti, le speranze e le delusioni, alti e bassi della mia vita.

Vi considero, e so di non esagerare, una parte di me, un gruppo di amici che il tempo e le distanze non allontanerà.

Perciò domani insieme a me, ci sarete anche voi. promesso. 🙂

Vi abbraccio tutti fortissimo.

F.

 

Saviano a Zuccotti Park: “E’ il tempo delle scelte”

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La crisi crea, paradossalmente, una situazione in cui tutte le possibilità sono aperte.
Non è il tempo delle scelte giuste o sbagliate.
E’ il tempo delle scelte. Punto.
Partire dal basso, dal baratro, per costruire un futuro che adesso non c’è ma che ha bisogno di noi per divenire.
Questo credo sia il significato dell’intervento di saviano a zucchotti park (link).

Quindi, rimbocchiamoci le maniche e… forza! il “nostro” futuro dipende solo da noi.

Roberto Saviano

Il ventennio dell’arabesco di Roberto Saviano (su LaRepubblica)

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Ironia della sorte, proprio Silvio Berlusconi, che si è sempre vantato di aver creato un impero dal nulla, di aver incarnato il sogno americano del self-made man, che si è sempre considerato campione di numeri e denaro, è stato sopraffatto dove si sentiva onnipotente, in quello che ha sempre detto essere il suo stesso elemento: dal mercato. È stato commissariato da un’economia che della sua gestione non poteva più fidarsi.

Ennio Flaiano diceva: in Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco. I vent’anni di governo Berlusconi sono stati un arabesco: la linea più lunga possibile tra il vecchio e il vecchio che si vestirà di nuovo.

uno scenario grottesco, nel quale ognuno pare essere pronto a sabotare il percorso del governo Monti, per guadagnare un posto al sole, una visibilità perversa. Il governo che dovrebbe nascere nelle prossime ore potrà morire da un momento all’altro. E ciò accadrà nonostante lo sforzo del presidente della Repubblica, che nel pieno rispetto delle sue prerogative costituzionali, ha condotto il Paese con spirito saldo

Già adesso, alcuni surreali ex neo-con e ora neo-keynesiani (alla bisogna) maître a’ penser mistificano la realtà, difendendo l’indifendibile e reclamando libere elezioni, ovviamente senza spendere una sola parola sulla legge elettorale in vigore, dalla stessa uscente maggioranza introdotta e significativamente definita, dal suo medesimo estensore, porcellum. L’impressione è che, ancora una volta, ci sia spazio per tutto tranne che per il talento e per la volontà di ricostruire davvero un Paese che più ancora che economicamente è piegato nel morale, nella fiducia e nella speranza che si possa tornare a essere felici e realizzati senza dover andar via.

fonte: http://www.repubblica.it/politica/2011/11/14/news/ventennio_arabesco-24969050/

Il prossimo passo

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E’ come passeggiare su un filo sospeso tra due alte torri d’acciaio.

Bisogna stare attenti alle correnti,

mantendo l’equilibrio,

gestire i giramenti.

Philippe Petit - 7 agosto 1974

Non lasciarsi vincere dalla paura

andare avanti

e non guardare in basso.

Non pensare troppo a come affrontare il prossimo passo,

ma farlo.

Alla tabaccaia

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Stai,

muta

davanti al muro dei veleni ammucchiati in pacchetti colorati,

il tuo volto mi racconta di pensieri,

neri come nuvole cariche di pioggia

e di tempesta.

Sorridi ragazza! Sorridi!

Non credere agli antichi papiri

o alle millenarie iscrizioni nella roccia:

la fine del mondo verrà quando l’ultima bella ragazza smetterà di sorridere.

Sorridi ragazza,

non farlo per me: fallo per questo mondo triste.

Sorridi,

ci pensa già il cielo

a piangere per te.

Un bar aux folies bergère - Manet (1881-1882)