Archivi categoria: Notizie e politica

Like a Communist.

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Comunisti

Daniela Santaché: “Spero che il suo film se lo veda da sola. Madonna va contro la scelta democratica di milioni di italiani.”

Gabriella Carlucci: “Evidentemente ha un ufficio stampa comunista che le ha detto di dire così per farla uscire meglio sui giornali comunisti.”

Carlo Giovanardi: “Lei non conta nulla, tra l’altro è per le famiglie omosessuali, contro la nostra cultura.”

fonte: http://peccatore.gqitalia.it/2011/09/13/madonna-comunista/

Digressione

Vignetta di Mauro Biani

Esattamente 10 anni fa in questo periodo frequentavo il penultimo anno delle scuole superiori.
Avevo 17 anni.
Di lì a un anno mi sarei diplomato ragioniere.
L’anno seguente la destinazione della gita dell’ultimo anno fu Genova.
La stessa città in cui si tenne il G8, l’incontro tra i grandi (?) della terra.
La stessa città in cui al culmine di una serie di violenze, equamente divise tra polizia e manifestanti (black block), morì un ragazzo.
Aveva 23 anni.
Si chiamava Carlo Giuliani.

Il G8 di Genova del 2001 non viene mai ricordato per quello che decisero gli otto potenti riuniti attorno ad un tavolo, ma esclusivamente per le violenze che insanguinarono le sue strade.

Sono 3 i fatti che più si ricordano di quei giorni:

1. Le violenze dei BB.

Pur credendo fortemente nel diritto (e a volte dovere) di manifestare il proprio dissenso, non riconosco come legittimo l’uso della violenza in nessun contesto.
Anzi, no.
Se penso ai movimenti di rivolta nel medio oriente a cui abbiamo assistito in questi anni, dall’Iran del movimento verde fino alla Libia degli “insorti”,
in questi casi riconosco un FINE (liberarsi dell’oppressore) a QUESTA violenza e dunque la giustifico.
Nel caso di Genova QUELLA violenza non aveva alcuno SCOPO, se non quello di DEVASTARE e METTERE A FERRO E FUOCO una città.
Nessun NOBILE MOTIVO guidava le azioni di quei ragazzi coperti di nero.
Solo una RABBIA CIECA E IMMOTIVATA.

2. Il blitz della polizia nella scuola A. Diaz.

Anche qui, fu la RABBIA (dei poliziotti stavolta) a generare, anzi a degenerare in una vera e propria SPEDIZIONE PUNITIVA.
Si disse che la polizia temeva che all’interno della scuola si nascondessero i BB.
E questo sarebbe bastato a giustificare le violenze (anche sui BB)?
Sarebbe bastato a giustificare i bastoni e le pedate in faccia a dei ragazzi?
Avrebbe giustificato la morte, per fortuna non avvenuta ma quasi sfiorata, di uno qualsiasi di quei ragazzi?

No.

3. La morte di Carlo Giuliani.

Se fossi uno dei genitori di Carlo Giuliani cercherei fino alla fine di ottenere giustizia per la sua morte.
Se fossi uno dei suoi amici, farei lo stesso, cercherei di tenere in vita il suo ricordo, con i momenti belli passati insieme prima di quel tragico giorno.
Se fossi uno dei ragazzi che stava insieme a lui a Genova quel mercoledì di luglio di dieci anni fa, griderei vendetta.

Ma io non sono nessuno di loro.
Sono un ragazzo che di Genova ha sentito parlare solo alla tv.
E che non c’aveva capito molto ai tempi.
E non ci capisce molto neanche adesso.
Sono un ragazzo che ha conosciuto Carlo Giuliani quel giorno attraverso un’istantanea.
Un ragazzo con un passamontagna nero, una canottiera bianca e un rotolo di nastro adesivo al braccio ripreso di spalle mentre solleva un estintore contro una camionetta dei CC, dal cui interno spunta una mano che impugna una pistola.
Chi era Carlo Giuliani prima di quell’attimo non lo so e non lo saprò mai.
So che all’epoca pensai (ma non dissi a voce alta) “Se l’è cercata”.
So che adesso penso: magari se la sarà pure cercata, ma non meritava di morire.
Non meritava di morire a 23 anni.
Non meritava di morire macchiato da quel gesto, che nessuno mai potrà decifrare con certezza, ma che tutti indicarono subito come il segno inequivocabile del suo essere “un violento”.
Non meritava di diventare un simbolo, una ragione per altre violenze.
Non meritava di morire “senza un motivo”.

10 anni fa in Italia

E sono 4! La Cassazione dice SI al referendum sul nucleare.

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Questo il titolo dell’articolo de LaRepubblica:

Referendum, ok dalla Cassazione si voterà anche sul nucleare

Decisione a sorpresa della Suprema corte che boccia il tentativo del governo di cancellare il quesito sul ritorno all’energia atomica.

ADESSO TOCCA A NOI!!!

4 SI per abbattere B.

2 a 0!

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Oggi è davvero una giornataccia per voi-sapete-chi.

Primo, a Milano e Napoli i “senza cervello” hanno stravinto.

Secondo, B. e un suo amichetto, mi sa, che sono nei guai per quell’allegra bricconata dello spot elettorale a reti unificate. Eh si!

 

Ma, probabilmente c’è qualcuno che presto starà ancora peggio.

Chi?…

Indovinate…

Stalker

 

Milano la rossa

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Lo slogan, in vista del ballottaggio Pisapia-Moratti, è “No a una Milano Stalingrado d’Italia”

Se avete voglia di leggere tante stupidaggini (nome in codice per… minchiate)  una in coda all’altra vi linko, a vostro rischio e pericolo, l’articolo del “Giornale” di partito da cui è tratta la storica ed originalissima frase dell’uomo che ci salverà dall’arrivo dell’uomo rosso.

Articolo su Libero.it (potrebbe causare attachi di forte risa, usare con cautela).

Per chi volesse visitare Milano in caso di vittoria di Pisapia (PD) ecco un utilissimo consiglio da un grande comico italiano che ci ha resi famosi nel mondo.

No, non sto parlando del famoso barzellettiere, nome in codice B.

Ma del grande Totò.

Ah! un ultima cosa… sarebbe meglio che iniziaste ad imparare quello che sarà l’inno ufficiale del Milan (e forse anche dell’Inter) se vince Pisapia.

Il compagno Thought’s Tree.

Là dove c’è un prato verde oggi, domani ci sarà… una centrale nucleare?

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Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.

(dalla lettera del grandissimo Adriano Celentano inviata al Fatto Quotidiano il 29aprile2011)

Di seguito il testo di un utilissimo articolo (sempre del Fatto Quotidiano) per comprendere le VERE ragioni per cui B. ha “responsabilmente” deciso (fregandosene della NOSTRA decisione) di cancellare il quesito referendario sul NUCLEARE.

Gli esperti Schneider e Maltini spiegano perché il nucleare non conviene e non è sicuro

Il 26 aprile, nonostante la legge che sembrava abrogare il nucleare, Berlusconi ha dichiarato che “il nucleare è l’energia del futuro, la più sicura”. A Sarkozy ha detto che gli accordi con Edf sono solo sospesi. E il presidente francese ha risposto: ”Rispettiamo la decisione italiana e siamo pronti a lavorare con voi rispondendo a tutte le vostre domande sulla sicurezza delle nostre centrali”.

Ma Mycle Schneider, 52 anni, ingegnere con ufficio in centro a Parigi consiglia agli italiani “di continuare a lottare contro questo ritorno idiota al nucleare”. Schneider è uno tra i massimi conoscitori dell’industria nucleare d’Oltralpe, quella che dovrebbe riportare i reattori in Italia. Fino al 2003 è stato consigliere per l’Eliseo sulle questioni ambientali e per più di vent’anni si è occupato di energia atomica per il Parlamento europeo. Oggi è consulente per l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Schneider considera pura follia la partnership italo-francese sul nucleare. “Questa industria nel mio paese – continua Schneider – è in fin di vita e la probabilità di un incidente come quello di Fukushima, con la fusione del nucleo, è possibile ogni giorno nelle nostre 58 centrali nucleari. Queste hanno una età media di quasi 40 anni ed Edf (la compagnia elettrica francese, ndr) desidera investire 35 miliardi di euro per allungare la loro vita a 60 anni. Una follia totale”.

Schneider conosce molto bene l’Italia. Di recente è uscito un libro in cui il suo pensiero antinuclearista è ben espresso: Scram, a cura di Angelo Baracca e Giorgio Ferrari Ruffino (Jaca Book, 412 pp., 34 euro). Ma soprattutto ha molti amici e colleghi originari del nostro paese e che ora lavorano al suo fianco. L’ingegner Fulcieri Maltini è uno di questi. In passato ha lavorato per il Cern, per la Westinghouse ed è stato responsabile della sicurezza nucleare per l’European Bank for Reconstruction and Development, il fondo creato per il decommissioning di impianti dell’ex Urss come quello di Chernobyl. Anche lui vive e lavora in Francia dagli anni Ottanta, dove ha visto l’industria atomica muovere i primi passi. Oggi si stupisce che il suo paese d’origine voglia fare dietrofront rispetto a quanto stabilito in un referendum nel 1987. Con l’aggravante di dare retta alle promesse di Sarkozy. “So che il primo reattore che sarà portato in Italia – dice Maltini – non funziona ancora, ma soprattutto è sottoposto a delle critiche durissime da parte delle autorità di sicurezza francesi, finlandesi e britanniche che richiedono una revisione totale della progettazione. I sistemi di sicurezza progettati non garantiranno l’esclusione di incidenti gravi. E poi il costo è faraonico ed ha passato i 7 miliardi di euro. Sono cifre che non rendono più competitivo il kWh generato in questo modo”.

Maltini è un fiume in piena: “Ci potrebbe essere un’altra beffa per l’Italia. Potrebbe essergli ceduto un reattore a basso costo realizzato in collaborazione coi cinesi, una partnership caldamente voluta dall’Eliseo per rendere il tutto più competitivo”.

L’interesse è politico, ma soprattutto industriale”, riprende Schnider. “Queste offerte servono per ripianare la situazione debitoria di Edf. Ma è evidente che la Francia si trova in una condizione di isolamento rispetto al resto del mondo. Da noi nel 2010 il 74 per cento dell’elettricità è stato prodotto da centrali atomiche e abbiamo generato il 46 per cento della produzione nucleare di tutta l’Ue. La Francia, quindi, ha tutto l’interesse ad esportare questo ‘suo sistema’, pubblicizzando l’efficienza dei reattori prodotti dalla sua industria e attivando joint venture con altri paesi”.

Per quanto riguarda gli accordi commerciali, “il contratto firmato tra Edf ed Enel nel 2009 – spiega Maltini – prevede la costruzione in partnership di reattori nucleari in Italia per un totale di 6400 MWe. Ma il grande guadagno sarà tutto per l’industria francese. Il 70% del reattore sarà importato da Oltralpe. All’Italia resteranno le briciole. E penso che anche le turbine verranno dall’Alstom francese, perché la vostra Ansaldo non credo sia in grado di costruire una turbina da 1600 MWe. L’Enel avrà così soli i rischi di gestione. Va ricordato, infatti, che gli accordi internazionali per le assicurazioni sul rischio nucleare, rendono responsabile l’operatore e non il costruttore”.

Non è vero – prosegue Schneider – che in un paese nucleare come la Francia l’energia è più a buon mercato. Da noi ci sono dai 3 ai 4 milioni di famiglie che non riescono a pagare le loro bollette dell’elettricità e d’inverno soffrono il freddo. Il presidente Sarkozy, come molti capi di stato, non comprende bene il sistema energetico. L’obiettivo di una buona politica è di mettere a disposizione dei cittadini servizi energetici economici, durevoli ed ecologici. E non di ragionare in kWh, in barili di petrolio o metri cubi di gas. Anche per quanto riguarda l’emissione di CO2 la Francia non fa meglio di paesi ‘meno’ nucleari. Siamo appena al di sotto della Germania, che ha un’economia basata sul carbone. Insomma, cari italiani – conclude l’ingegner Schneider – restate lontani da questo ‘affare’”. “Mi auguro – gli fa eco Maltini – che l’opposizione nel mio paese resti compatta. Il nemico da abbattere è uno solo: la rinascita del nucleare”.

Riflettete adesso.
E’ responsabilità o interesse quello che guida le azioni del caro Silvio?

Clicca!

Osama è stato ucciso… col Photoshop!

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“Osama è ancora latitante
L’ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
Se sbaglio mi corigete”             (Simone Cristicchi – Meno Male)

Devo ammettere che anche io stamattina appena sentita la notizia (ancora mezzo intontito dal sonno) ho pensato: “Ma dai? Davvero?”.

Come “hai pensato solo questo???” OH! ERO APPENA SVEGLIO!

Tornando seri (…) se la notizia fosse vera sarebbe un evento da segnare nel calendario e entrerebbe di diritto nei libri di Storia. Avete notato che ho scritto “se”? Infatti pur non avendo mai creduto alle miriadi di tesi di complotto che si sono sviluppate intorno al 11 settembre, un dubbio (anche più di uno) stavolta è venuto pure a me. Da cosa è nato ‘sto dubbio? Da un aspetto della vicenda.

Questo: il corpo di Bin Laden è stato gettato in mare.

Si, non avete letto male. IN MARE.

Cioè, dopo 10 anni di ricerche, (e dov’è Osama e dove non è, e cerca di là e cerca di qua, e quarda in cucina, no, forse è in salotto….), lo trovano bello tranquillo in Pakistan una villona da un miliardo di dollari (si sa, in Pakistan CHI non ce l’ha!) con tutta la famiglia (e Bin era uno che “ci dava dentro”, se capite cosa intendo, quindi saranno stati più o meno na 30ina di persone in quella casetta), con la scorta che lo sorvegliava giorno e notte (tra l’altro hanno detto che non aveva nè TV, nè PC, nè cellulare… bella la vita del capo dei terroristi eh!),

e LORO, l’AMMERIGANI, che fanno? Me lo buttano in mare!!!!!!

Ma dico io, ma siamo pazzi? Ma almeno tenetevelo almeno un pochino, fatevi le foto ricordo (a Abu Ghraib era la prassi!!!), un esamino alla CSI tanto per sapere se è veramente lui!

No, giù IN FONDO AL MAR, IN FONDO AL MAR….. (come cantava Sebastian).

Come se non bastasse poi, un sito (Peace Reporter) fa notare come la foto del defuno Bin Laden è molto dubbia. Dicono che si tratti di un bel fotomontaggio (e manco tanto bello, sia per il soggetto, sia perchè IO LO FACCIO MEGLIO), creato ad arte per dare qualcosa in pasto al popolo, diciamo così, avendo come base una foto del (ex?) capo di Al Qaeda risalente al 2006. Il sito ha messo le due foto a confronto. Io ve la voglio mostrare (*ore17:08 l’ho tolta visto che non ha più senso, anzi “faceva senso”) ma sappiate che la visione potrebbe non essere adatta a tutti (si tratta sempre della foto di un morto) .

Fin qui, quello che so. Vedremo se questi dubbi saranno sciolti o se ci dovremo accontenare di questa verità.

A risentirci.

Meno male che ci sono Will e Kate

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Qualche tempo fa Simone Cristicchi portò a Sanremo questa canzone

Ora, non so a voi, ma a me sembra che Carla Bruni sia stata sostituita dalla regale coppietta.

Ma come chi? Ma William e Kate no?

i piccioncini regali

Ormai sappiamo tutto il possibile sul matrimonio dell’anno (ma che dico, del millennio!): chi ci sarà, chi non ci sarà, cosa prevederà il menù, che percorso seguirà la carrozza reale, il colore del cappellino della Regina, se Carlo farà il riporto o meno, se il fratellino Harry sceglierà di vestirsi da nazista o da Pokemon per assistere alla cerimonia,ecc.. ecc…

Non è davvero meraviglioso tutto questo???

W l’informazione in Italia!

Ps: Ah, già! il 12 e 13 giugno si vota per il referendum (o almeno, per quel che ne rimane).

Sssshhhhhh non ditelo a nessuno però eh!

Ed evitate di informarvi soprattutto! Come ha ben fatto quel 93% di italiani che non sa nemmeno su cosa è chiamato a votare!

Mi raccomando!

Non sia mai che noi cittadini possessori della “sovranità” possiamo davvero esercitarla come recita la Costituzione!

Ma che scherziamo?

W l’informazione in Italia!

Tar del Lazio boccia la Gelmini

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Il Tar boccia la Gelmini: “Illegittimi i tagli agli organici”. Ora il governo deve rimediare

Nuova bocciatura per il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini.
Il Tar del Lazio ha dichiarato illegittimi i tagli degli organici delle scuole attuati dal 2009 ad oggi.
Si calcola che siano almeno 67mila cattedre
.
La sentenza accoglie un ricorso presentato dalla Cgil scuola e una serie di gruppi di scuole e di genitori.

articolo del Fatto Quotidiano

articolo di Repubblica

Povera sbadatella di una MariaStella!!! Zac Zac Zac e poi…. ma soprattutto, come reagirà il Gran Capo???

Il Tar boccia i tagli della Gelmini

e ti pareva… come al solito!

18/4/2011 12.35 Aggiungo una seconda vignetta sempre su questa notizia…. giuro che è l’ultima… ahahah 😉
anche perchè non sono un granchè nessuna delle due… ma io non sono un professionista quindi mi si può perdonare.
No? 😀

Il Tar "boccia" la Gelmini

2 anni fa

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Alle 3.32.

C’era gente che dormiva.
C’era gente che era stata rassicurata.
C’era gente che, d’improvviso, si è svegliata.
C’era gente che scappava.
C’era gente che piangeva.
C’era gente che urlava.
C’era gente che scavava.
C’era gente che si chiedeva: “Perchè?”
C’era gente che pensava: “E se?…”

E c’era gente che, sfregandosi le mani,
con la bava alla bocca come belve assetate di sangue,

rideva.

Alle 3.32,

rideva.

E oggi c’è chi per 30 denari si vende per spacciare come verità una favola spot per poveri spettatori rimbambiti.