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Saviano a Zuccotti Park: “E’ il tempo delle scelte”

Stato

La crisi crea, paradossalmente, una situazione in cui tutte le possibilità sono aperte.
Non è il tempo delle scelte giuste o sbagliate.
E’ il tempo delle scelte. Punto.
Partire dal basso, dal baratro, per costruire un futuro che adesso non c’è ma che ha bisogno di noi per divenire.
Questo credo sia il significato dell’intervento di saviano a zucchotti park (link).

Quindi, rimbocchiamoci le maniche e… forza! il “nostro” futuro dipende solo da noi.

Roberto Saviano

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Il ventennio dell’arabesco di Roberto Saviano (su LaRepubblica)

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Ironia della sorte, proprio Silvio Berlusconi, che si è sempre vantato di aver creato un impero dal nulla, di aver incarnato il sogno americano del self-made man, che si è sempre considerato campione di numeri e denaro, è stato sopraffatto dove si sentiva onnipotente, in quello che ha sempre detto essere il suo stesso elemento: dal mercato. È stato commissariato da un’economia che della sua gestione non poteva più fidarsi.

Ennio Flaiano diceva: in Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco. I vent’anni di governo Berlusconi sono stati un arabesco: la linea più lunga possibile tra il vecchio e il vecchio che si vestirà di nuovo.

uno scenario grottesco, nel quale ognuno pare essere pronto a sabotare il percorso del governo Monti, per guadagnare un posto al sole, una visibilità perversa. Il governo che dovrebbe nascere nelle prossime ore potrà morire da un momento all’altro. E ciò accadrà nonostante lo sforzo del presidente della Repubblica, che nel pieno rispetto delle sue prerogative costituzionali, ha condotto il Paese con spirito saldo

Già adesso, alcuni surreali ex neo-con e ora neo-keynesiani (alla bisogna) maître a’ penser mistificano la realtà, difendendo l’indifendibile e reclamando libere elezioni, ovviamente senza spendere una sola parola sulla legge elettorale in vigore, dalla stessa uscente maggioranza introdotta e significativamente definita, dal suo medesimo estensore, porcellum. L’impressione è che, ancora una volta, ci sia spazio per tutto tranne che per il talento e per la volontà di ricostruire davvero un Paese che più ancora che economicamente è piegato nel morale, nella fiducia e nella speranza che si possa tornare a essere felici e realizzati senza dover andar via.

fonte: http://www.repubblica.it/politica/2011/11/14/news/ventennio_arabesco-24969050/

L’amico di Silvio ci ha lasciati. Silvio ancora no.

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…è stata una morte gloriosa. Onore delle armi al templare di Allah. Anche se sono stato il primo e forse il solo a criticare il modo con cui è stato ossequiato in Italia recentemente – (eh?) – , devo dire che è stata certamente una morte gloriosa e con le armi in pugno in mezzo ai suoi pochi fedeli che gli erano rimasti.

(Mario Borghezio – padano*)

*stavolta è meglio distinguere, perchè di sicuro una stronzata del genere solo un padano l’avrebbe potuta dire.

E sono 4! La Cassazione dice SI al referendum sul nucleare.

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Questo il titolo dell’articolo de LaRepubblica:

Referendum, ok dalla Cassazione si voterà anche sul nucleare

Decisione a sorpresa della Suprema corte che boccia il tentativo del governo di cancellare il quesito sul ritorno all’energia atomica.

ADESSO TOCCA A NOI!!!

4 SI per abbattere B.

2 a 0!

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Oggi è davvero una giornataccia per voi-sapete-chi.

Primo, a Milano e Napoli i “senza cervello” hanno stravinto.

Secondo, B. e un suo amichetto, mi sa, che sono nei guai per quell’allegra bricconata dello spot elettorale a reti unificate. Eh si!

 

Ma, probabilmente c’è qualcuno che presto starà ancora peggio.

Chi?…

Indovinate…

Stalker

 

Là dove c’è un prato verde oggi, domani ci sarà… una centrale nucleare?

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Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.

(dalla lettera del grandissimo Adriano Celentano inviata al Fatto Quotidiano il 29aprile2011)

Di seguito il testo di un utilissimo articolo (sempre del Fatto Quotidiano) per comprendere le VERE ragioni per cui B. ha “responsabilmente” deciso (fregandosene della NOSTRA decisione) di cancellare il quesito referendario sul NUCLEARE.

Gli esperti Schneider e Maltini spiegano perché il nucleare non conviene e non è sicuro

Il 26 aprile, nonostante la legge che sembrava abrogare il nucleare, Berlusconi ha dichiarato che “il nucleare è l’energia del futuro, la più sicura”. A Sarkozy ha detto che gli accordi con Edf sono solo sospesi. E il presidente francese ha risposto: ”Rispettiamo la decisione italiana e siamo pronti a lavorare con voi rispondendo a tutte le vostre domande sulla sicurezza delle nostre centrali”.

Ma Mycle Schneider, 52 anni, ingegnere con ufficio in centro a Parigi consiglia agli italiani “di continuare a lottare contro questo ritorno idiota al nucleare”. Schneider è uno tra i massimi conoscitori dell’industria nucleare d’Oltralpe, quella che dovrebbe riportare i reattori in Italia. Fino al 2003 è stato consigliere per l’Eliseo sulle questioni ambientali e per più di vent’anni si è occupato di energia atomica per il Parlamento europeo. Oggi è consulente per l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Schneider considera pura follia la partnership italo-francese sul nucleare. “Questa industria nel mio paese – continua Schneider – è in fin di vita e la probabilità di un incidente come quello di Fukushima, con la fusione del nucleo, è possibile ogni giorno nelle nostre 58 centrali nucleari. Queste hanno una età media di quasi 40 anni ed Edf (la compagnia elettrica francese, ndr) desidera investire 35 miliardi di euro per allungare la loro vita a 60 anni. Una follia totale”.

Schneider conosce molto bene l’Italia. Di recente è uscito un libro in cui il suo pensiero antinuclearista è ben espresso: Scram, a cura di Angelo Baracca e Giorgio Ferrari Ruffino (Jaca Book, 412 pp., 34 euro). Ma soprattutto ha molti amici e colleghi originari del nostro paese e che ora lavorano al suo fianco. L’ingegner Fulcieri Maltini è uno di questi. In passato ha lavorato per il Cern, per la Westinghouse ed è stato responsabile della sicurezza nucleare per l’European Bank for Reconstruction and Development, il fondo creato per il decommissioning di impianti dell’ex Urss come quello di Chernobyl. Anche lui vive e lavora in Francia dagli anni Ottanta, dove ha visto l’industria atomica muovere i primi passi. Oggi si stupisce che il suo paese d’origine voglia fare dietrofront rispetto a quanto stabilito in un referendum nel 1987. Con l’aggravante di dare retta alle promesse di Sarkozy. “So che il primo reattore che sarà portato in Italia – dice Maltini – non funziona ancora, ma soprattutto è sottoposto a delle critiche durissime da parte delle autorità di sicurezza francesi, finlandesi e britanniche che richiedono una revisione totale della progettazione. I sistemi di sicurezza progettati non garantiranno l’esclusione di incidenti gravi. E poi il costo è faraonico ed ha passato i 7 miliardi di euro. Sono cifre che non rendono più competitivo il kWh generato in questo modo”.

Maltini è un fiume in piena: “Ci potrebbe essere un’altra beffa per l’Italia. Potrebbe essergli ceduto un reattore a basso costo realizzato in collaborazione coi cinesi, una partnership caldamente voluta dall’Eliseo per rendere il tutto più competitivo”.

L’interesse è politico, ma soprattutto industriale”, riprende Schnider. “Queste offerte servono per ripianare la situazione debitoria di Edf. Ma è evidente che la Francia si trova in una condizione di isolamento rispetto al resto del mondo. Da noi nel 2010 il 74 per cento dell’elettricità è stato prodotto da centrali atomiche e abbiamo generato il 46 per cento della produzione nucleare di tutta l’Ue. La Francia, quindi, ha tutto l’interesse ad esportare questo ‘suo sistema’, pubblicizzando l’efficienza dei reattori prodotti dalla sua industria e attivando joint venture con altri paesi”.

Per quanto riguarda gli accordi commerciali, “il contratto firmato tra Edf ed Enel nel 2009 – spiega Maltini – prevede la costruzione in partnership di reattori nucleari in Italia per un totale di 6400 MWe. Ma il grande guadagno sarà tutto per l’industria francese. Il 70% del reattore sarà importato da Oltralpe. All’Italia resteranno le briciole. E penso che anche le turbine verranno dall’Alstom francese, perché la vostra Ansaldo non credo sia in grado di costruire una turbina da 1600 MWe. L’Enel avrà così soli i rischi di gestione. Va ricordato, infatti, che gli accordi internazionali per le assicurazioni sul rischio nucleare, rendono responsabile l’operatore e non il costruttore”.

Non è vero – prosegue Schneider – che in un paese nucleare come la Francia l’energia è più a buon mercato. Da noi ci sono dai 3 ai 4 milioni di famiglie che non riescono a pagare le loro bollette dell’elettricità e d’inverno soffrono il freddo. Il presidente Sarkozy, come molti capi di stato, non comprende bene il sistema energetico. L’obiettivo di una buona politica è di mettere a disposizione dei cittadini servizi energetici economici, durevoli ed ecologici. E non di ragionare in kWh, in barili di petrolio o metri cubi di gas. Anche per quanto riguarda l’emissione di CO2 la Francia non fa meglio di paesi ‘meno’ nucleari. Siamo appena al di sotto della Germania, che ha un’economia basata sul carbone. Insomma, cari italiani – conclude l’ingegner Schneider – restate lontani da questo ‘affare’”. “Mi auguro – gli fa eco Maltini – che l’opposizione nel mio paese resti compatta. Il nemico da abbattere è uno solo: la rinascita del nucleare”.

Riflettete adesso.
E’ responsabilità o interesse quello che guida le azioni del caro Silvio?

Clicca!

Osama è stato ucciso… col Photoshop!

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“Osama è ancora latitante
L’ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
Se sbaglio mi corigete”             (Simone Cristicchi – Meno Male)

Devo ammettere che anche io stamattina appena sentita la notizia (ancora mezzo intontito dal sonno) ho pensato: “Ma dai? Davvero?”.

Come “hai pensato solo questo???” OH! ERO APPENA SVEGLIO!

Tornando seri (…) se la notizia fosse vera sarebbe un evento da segnare nel calendario e entrerebbe di diritto nei libri di Storia. Avete notato che ho scritto “se”? Infatti pur non avendo mai creduto alle miriadi di tesi di complotto che si sono sviluppate intorno al 11 settembre, un dubbio (anche più di uno) stavolta è venuto pure a me. Da cosa è nato ‘sto dubbio? Da un aspetto della vicenda.

Questo: il corpo di Bin Laden è stato gettato in mare.

Si, non avete letto male. IN MARE.

Cioè, dopo 10 anni di ricerche, (e dov’è Osama e dove non è, e cerca di là e cerca di qua, e quarda in cucina, no, forse è in salotto….), lo trovano bello tranquillo in Pakistan una villona da un miliardo di dollari (si sa, in Pakistan CHI non ce l’ha!) con tutta la famiglia (e Bin era uno che “ci dava dentro”, se capite cosa intendo, quindi saranno stati più o meno na 30ina di persone in quella casetta), con la scorta che lo sorvegliava giorno e notte (tra l’altro hanno detto che non aveva nè TV, nè PC, nè cellulare… bella la vita del capo dei terroristi eh!),

e LORO, l’AMMERIGANI, che fanno? Me lo buttano in mare!!!!!!

Ma dico io, ma siamo pazzi? Ma almeno tenetevelo almeno un pochino, fatevi le foto ricordo (a Abu Ghraib era la prassi!!!), un esamino alla CSI tanto per sapere se è veramente lui!

No, giù IN FONDO AL MAR, IN FONDO AL MAR….. (come cantava Sebastian).

Come se non bastasse poi, un sito (Peace Reporter) fa notare come la foto del defuno Bin Laden è molto dubbia. Dicono che si tratti di un bel fotomontaggio (e manco tanto bello, sia per il soggetto, sia perchè IO LO FACCIO MEGLIO), creato ad arte per dare qualcosa in pasto al popolo, diciamo così, avendo come base una foto del (ex?) capo di Al Qaeda risalente al 2006. Il sito ha messo le due foto a confronto. Io ve la voglio mostrare (*ore17:08 l’ho tolta visto che non ha più senso, anzi “faceva senso”) ma sappiate che la visione potrebbe non essere adatta a tutti (si tratta sempre della foto di un morto) .

Fin qui, quello che so. Vedremo se questi dubbi saranno sciolti o se ci dovremo accontenare di questa verità.

A risentirci.