Archivi categoria: Libri

Tango

Standard

Un piccolo omaggio ad uno dei grandi maestri del fumetto italiano (e non solo).
Tango è forse la mia avventura preferita tra quelle che vedono protagonista il “gentiluomo di fortuna” Corto Maltese.
La seconda immagine è (di questo ne sono certo) la più bella tavola mai disegnata. Almeno per me.
🙂

immagine tratta da "Tango" di Hugo Pratt

immagine tratta da "Tango" di Hugo Pratt

Immagine tratta da "Tango" di Hugo Pratt

Magari se osservate queste immagini ascoltando questa musica,
anche solo per un attimo,
vi sembrerà di essere lì, nei vicoli di Buenos Aires, a ballare un tango appassionato
sotto un cielo illuminato da una doppia mezzaluna.

Roberto Saviano

Standard
“Io a questi attacchi oramai sono abituato e continuerò a usare la parola per raccontare, per condividere, per aggiustare il mondo, per capire. Sono nato in una terra meravigliosa, purtroppo devastata, la cui bellezza continua a darmi forza per sognare la possibilità di un’Italia diversa”. 

La tua forza Roberto mi aiuta a credere che esistono ancora persone che vogliono vivere in un Italia migliore di quella attuale.
Io non ti avrei mai accusato di “rendere famosa la Mafia”.
Ti avrei solo detto grazie per averlo fatto.
Per averci svegliato dal torpore in cui caschiamo di tanto in tanto. Alcuni più di altri.

La Pioggia Nel Pineto

Standard


Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. […]
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
[…]
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
[…]
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; 

Spleen

Standard

Je suis comme le roi d’un pays pluvieux,
Riche, mais impuissant, jeune et pourtant très vieux,
Qui, de ses précepteurs méprisant les courbettes,
S’ennuie avec ses chiens comme avec d’autres bêtes.
Rien ne peut l’égayer, ni gibier, ni faucon,
Ni son peuple mourant en face du balcon.
Du bouffon favori la grotesque ballade
Ne distrait plus le front de ce cruel malade;
Son lit fleurdelisé se transforme en tombeau,
Et les dames d’atour, pour qui tout prince est beau,
Ne savent plus trouver d’impudique toilette
Pour tirer un souris de ce jeune squelette.
Le savant qui lui fait de l’or n’a jamais pu
De son être extirper l’élément corrompu,
Et dans ces bains de sang qui des Romains nous viennent,
Et dont sur leurs vieux jours les puissants se souviennent,
II n’a su réchauffer ce cadavre hébété
Où coule au lieu de sang l’eau verte du Léthé

Charles Baudelaire

06/11/2007

Standard

ARRIVEDERCI ENZO

Ci hai lasciati troppo presto…

 

Raccolta di alcuni dei suoi aforismi

– Era così ignorante che credeva che la cedrata fosse un’opera minore del Tassoni.

– Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

– La democrazia è fragile, e a piantarci sopra troppe bandiere si sgretola.

– Difficile capire un Paese, scrisse un libellista, dove la stessa cosa è chiamata al Nord uccello e al Sud pesce.

– Il denaro arriva sempre quando non si ha più fame.

– E’ difficile non desiderare la donna d’altri, dato che quelle di nessuno, di solito sono poco attraenti.

– Dopo tre apparizioni in video, qualunque coglione viene intervistato, dice la sua e anche quella degli altri.

– Si può essere a sinistra di tutto, ma non del buon senso.

– Il bello della democrazia è proprio questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare.

– La vita è un rischio che non si può fare a meno di correre.

– A Milano gli affari si combinano con un colpo di telefono, a Palermo anche con un colpo di lupara.

– Quando sento dire che uno è considerato un innovatore perché decide di leggere il telegiornale in piedi, è come se ti chiedessero se scrivi con la biro o con la macchina, e quanto questo influisce.

– Ho sempre creduto che, se c’e’ un posto al mondo dove non esistono le razze questo è proprio l’Italia: infatti le nostre antenate ebbero troppe occasioni di intrattenimento.

– La società è permissiva nelle cose che non costano nulla.

– I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?

– La mia generazione trovava eccitante leggere un’edizione della Divina Commedia con le illustrazioni del Dorè. Adesso sui muri c’è scritto “Culo basso bye bye”. Capisce che è un po’ diverso?

– Nel cinturone dei soldati del huhrer c’era scritto “Gott mit uns”, Dio è con noi. Hitler lo aveva arruolato; per fortuna disertò.

– Siamo tutti fratelli, ma è difficile stabilire chi è Caino e chi Abele.

– Siamo diventati gente che alterna le vacanze con le ferie.

– Se Berlusconi avesse le tette farebbe anche l’annunciatrice!

– Il colera passa, i Gava restano. E’ dunque vero che se ne vanno sempre i migliori.

– Se il ridicolo uccidesse, avremmo uno sterminio.

– La “devolution”, una parola che sembra inventata da Celentano.

– Qualche volta è scomodo sentirsi fratelli, ma è grave considerarsi figli unici.

– L’uomo, qualche volta, è come le scimmie: ha il gusto dell’imitazione.

– Nella storia dell’umanità non cala mai il sipario. Se solo ci si potesse allontanare dal teatro prima della fine dello spettacolo.