Digressione

Diventare bravi solo nel combinare casini, scoprirsi incapaci di realizzare alcunché di buono nella propria vita,
risultare antipatici pur sforzandosi di non voler esserlo.
Ecco, non è così facile, credetemi.
Anche per questo ci vuole metodo ed esperienza maturate nel corso degli anni.
Insomma, non ci si inventa buoni a nulla così, dal giorno alla notte.

Devo liberarmi di questa idea che ho di me, prima che diventi davvero e irrimediabilmente ME.

“Non so spiegare questa mia tristezza;
mi stanca; anche voi dite che vi stanca;
ma come l’abbia presa, trovata, assorbita,
di che è fatta, di dove venga,
vallo a sapere…
La malinconia mi rende un tale mentecatto,
che stento a riconoscere me stesso.”
William Shakespeare

Quest’idea che ho di me.

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  1. Per prima cosa ben tornato.
    Come seconda cosa non deprimerti, è un lusso che non puoi permetterti, non adesso.
    Il blog è un mezzo per aumentare la propria autostima. So che è difficile quando si muovono i primi passi, se non viaggi su una carrozza la strada devi farla a piedi, anche se piove.
    Sai quando ho cominciato a lavorare (38 anni fa) si era in piena crisi petrolifera, erano più quelli in cassa integrazione guadagni che non gli occupati e dovevo ancora fare il servizio militare, eppure uno straccio di lavoro sono riuscito a scovarlo.
    Sento che è questo quello che ti affligge.
    Un consiglio, fai finta di cercare non il primo ma il tuo secondo lavoro, rende più simpatici, e non aver timore di partire, abbi in ogni caso un obiettivo.

    • Hai capito a pieno qual era il centro del mio sfogo. Questo post era infatti solo uno sfogo. Ne avevo bisogno in quel momento. Adesso la situazione non è cambiata, ma ho capito che buttarmi giù non mi aiuta. Non che sia al settimo cielo nel far parte dell’esercito dei disoccupati italiani, ma almeno dopo ogni batosta, ogni offerta di lavoro menzognera, all’ennesimo rifiuto/assenza di risposta dall’azienda/privato mi faccio forza e ricomincio daccapo. Non vorrei arrivare a 30 anni (questione di mesi…) ed essere ancora senza un lavoro. E’ una questione di dignità.

  2. Non so da dove nascano in te simili dubbi…
    Posso capire il senso di inadeguatezza, che spesso coincide in una mancanza di ruolo, in un contesto sociale che non include se non per cooptazione clanica e appartenenza clientelare.
    Ma scoraggiarsi per questo, addirittura deprimersi, NO! Non te “lo consento”..:)
    Le persone come te, Fabio, dovrebbero essere orgogliose a prescindere per ciò che sono.
    Se gli “altri” non sanno riconoscere il tuo talento e la tua dignità, il problema è più loro che tuo: certe compagnie è sempre meglio perderle che trovarle.

    • Come ho già scritto, il mio era solo uno sfogo. Un tantino esagerato, lo ammetto 🙂 Hai ragione, scoraggiarsi non serve a nulla. Purtroppo la situazione attuale in cui mi trovo non mi rende certo allegro. Però non ho mollato e non lo farò. Non è piangendomi addosso che cambierò le cose. Vorrei solo non attendere troppo l’espressione di orgoglio che ha ogni padre che vede il proprio figlio “sistemato”. E che, al momento, latita.
      A presto.
      Fabio.

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