Roma.

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E come sempre la violenza toglie la voce alla vera protesta.

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  1. La violenza di Roma è stata voluta, preparata, condivisa e tutelata da quelli stessi che oggi vogliono a metter fine alle manifestazioni e a ogni forma di dialogo.
    Chiara la tua immagine di un guanto nero che tappa la bocca.
    Stasera i tg annunciano le proposte di quello stesso ministro che ha permesso lo scempio. Togliere la parola ed eliminare ogni tentativo di protesta democratica è stato lo scopo vero dei bb.
    Una volta quando il servizio d’ordine era curato dagli organizzatori delle manifestazioni, gli incidenti avvenivano alla fine dei cortei, li provocavano quelli che venivano sbattuti fuori dalla manifestazione. Ho letto attentamente la cronaca dei fatti sul corriere della sera, ho ascoltato la diretta di radio popolare, ho visto le dirette di sky e di rainews, anche un cieco si rende conto che c’è stata preordinazione.
    Son pessimista, mi sa che questo è un anticipo di dittatura.

    • Non so se i bb abbiano agito su suggerimento di qualcuno “dall’alto”, sta di fatto che le violenze potevano essere evitate MA non si è VOLUTO evitarle. La loro frustrazione, che si è sfogata (secondo il mio parere) nel peggiore dei modi, è stata fin da subito fortemente strumentalizzata per arrivare allo scopo che tu dici: vietare ogni tipo di manifestazione.
      Ci stanno provando, e credo ci riusciranno.
      Allora si, che la violenza potrebbe avere un senso, e forse sarebbe davvero l’unica via.

  2. Carissimo Fabio,
    Faccio subito tesoro del tuo invito prezioso e mi permetto di aggiungere alcune piccole osservazioni…
    Purtroppo, in riferimento alle tue speranze, devo dirti che no, non ti sbagli.
    Le tue considerazioni rispondono in massima parte al vero. Come mi è già capitato di scrivere, le “forze dell’ordine” sono state letteralmente prese d’assalto. E il loro stupore era evidente. No, non c’era stata alcuna “provocazione”. Lo schieramento non era affatto invasivo. La disposizione era defilata, posta a delimitazione dei c.d. obiettivi sensibili, piuttosto che a cinturazione del corteo. C’era stato un approccio ‘morbido’ della Questura di Roma, ma anche unità sotto-organico, uno scarso raccordo tra i singoli presidi fissi, e persino problemi di coordinamento durante gli scontri nel convogliare i rinforzi mobili sui “punti caldi”. Per quello che ho visto io, i finanzieri sono stati praticamente travolti all’inizio degli scontri; la Prefettura di Roma ultimamente affida l’ordine pubblico alla GdF pensando siano meno invisi ai manifestanti dopo la morte di Sandri (ucciso dalla PS) e di Cucchi (arrestato dai CC). Ai Carabinieri, che hanno tentato più cariche, e ripetutamente, non è andata meglio. Anzi! La Polizia si è mantenuta più defilata, ha aspettato rinforzi che non sono mai arrivati e poi si è ritirata dopo qualche carica infruttuosa.
    Questa in sommi capi la cronaca “militare”. Di violenze poliziesche eclatanti non ne ho viste… o comunque non più del solito: qualche manganellata menata a casaccio tra la gente e una carica idiota dei Carabinieri contro i manifestanti pacifici che premevano sul palazzo del Vicariato.
    Gravissimi invece ho trovato i caroselli dei cellulari che fendevano la folla e piroettavano tra la gente e una gazzella dei CC lanciata come ariete a 50-60 km, tra le persone là dove il gruppo era più fitto, … A quel punto tutti, indistintamente, hanno scatenato un bombardamento di pietre e bottiglie per ricacciarla indietro.
    Fabio, l’aria era talmente densa di lacrimogeni e fumogeni che c’erano momenti in cui non si vedeva un cazzo a meno di 3-4 metri! Capisci bene che si poteva benissimo rimanere schiacciati sotto le ruote.
    Ciò detto, il sentimento dominante in molti dei ragazzi coinvolti negli scontri era un furore allucinato, trasformato in una sorta di estasi da distruzione.
    Odio e vendetta. Sì, credo siano le espressioni giuste. E con lungimiranza ne hai capito appieno la psicologia cogente nello scontro.

    Naturalmente hai ragione anche nelle conclusioni… sento ora parlare di re-introduzione della “Legge Reale”: un abominio da dittatura sudamericana, che dovrebbe far trasalire chiunque abbia un minimo di buonsenso. Grande Di Pietro! Dopo Scilipoti, Razzi, Misiti e De Gregorio, si aggiunge un altro importante contributo a puntello della Pornocrazia di Arcore.

    In tutta la vicenda, quello che mi sembra evidente, è la rottura di un meccanismo sociale, di un equilibrio… Il mio desiderio è capire se sia una frattura provvisoria o irreversibile…
    Questi ragazzi non sono degli alieni provenienti da un altro pianeta… Non sono un esercito invasore… Vivono tra noi, nelle nostre città.. Sono i nostri compagni di banco a scuola e nelle università… sono i nostri colleghi di lavoro… Non è qualcosa esorcizzabile come “altro da me”; cosa che invece sembra essere la vulgata prevalente da parte di molti dei nostri sedicenti analisti da media.
    Se dovessi analizzare un simile comportamento rapportato a livello individuale, direi che si possa inquadrare come una forma di sociopatia… Ma sabato erano migliaia e non una dozzina di disturbati mentali che si radunavano all’uscita dal CIM.
    Essendo da sempre interessato alle dinamiche sociali, io credo che questo sia solo la punta di un iceberg: problema enorme che non si può liquidare come questione di ordine pubblico, invocando repressione e “pene esemplari” come invece fanno certi nostri indegni rappresentati, se non si vuole che il problema si trasformi in un gorgo capace di risucchiarci in abissi peggiori…
    Qui ci sono cause scatenanti e ben precise che si incistano su problemi sociali e culturali irrisolti da decenni e ora evidentemente incancreniti.
    I c.d. Black-bloc sabato ce li hanno sbattuti in faccia con tutta la violenza possibile.
    Che ci sia qualcosa di profondamente malato in un sistema che non funziona più, perché sempre più iniquo e sempre più incapace di garantire livelli minimi di benessere, mi sembra evidente…
    Che i principali beneficiari di questo ‘sistema’ non abbiano intenzione di mollare nulla e di continuare come nulla fosse mi sembra altrettanto evidente…
    I “ragazzi in nero” di sabato hanno dato una loro risposta (SBAGLIATA, a tratti sbagliatissima) nel modo che evidentemente gli riesce meglio: la violenza.
    Probabilmente non è la soluzione migliore, Ma un messaggio dirompente a questi signori del credito organizzato e del debito a strozzo va dato… E massimamente va dato ai governi che ne sostengono le speculazioni e puntellano questo turbo-capitalismo predatorio.
    Forse, parafrasando la frase che Jefferson in realtà non disse mai, sarebbe ora che i governi comincino ad aver paura dei loro popoli….
    Purtroppo, e torniamo all’origine della discussione, non mi sembra che i rassicuranti assembramenti pacifici di migliaia di ragazzi gioiosi, finora siano stati molto convincenti vista l’attenzione prestata alle loro legittime richieste. Finora non vedo ancora strategie vincenti…

    • Io credo che la forza delle idee e delle parole, quando diventano ideali e consapevolezza siano più incisivi e determinanti di qualsiasi arma. Credo in ciò, senza sentirmi minimamente utopistica.

    • Beh, ridurre la filosofia della non-violenza a “fare il diguno” mi sembra alquanto riduttivo.
      Mi voglio illudere che sia stato ANCHE perchè ha “digiunato”.
      Ho letto il tuo post sulla paura. Lo ritengo interessante come tutto quello che scrivi. Ma, a mio parere, sei stato un pò contradditorio. Da una parte condanni le violenze, dall’altra le giustifichi, perchè secondo te hanno avuto il merito di aver messo paura al governo. Cosa che non condivido. Secondo me, invece, le violenze di questi ultras della domenica (perchè è questo che sono per me) hanno solo dato l’ennesimo pretesto a governo e polizia di perpetrare nuove violenze simil-G82001 alla prossima occasione. Non erano, come mi sembra di aver capito leggendo il tuo post, un modo per dar sfogo a una frustrazione legittima e a rivendicare diritti sacrosanti. Ma pura e semplice violenza fine a se stessa, un modo come un altro per occupare un pomeriggio noioso.
      Non è proprio delle mie convinzioni il pensiero alla V for Vendetta: non penso che dar fuoco al Parlamento porti a una soluzione e al cambiamento.
      Mi spiace sendivogius, ma non dirò mai che la violenza è la soluzione. Come mi sembra di aver già detto qui, io approvo la violenza solo in caso di difesa, non come mezzo per attaccare. Non mi sembra che ci troviamo in una situazione tale (vedi medio oriente o grecia) che giustifichi il suo impiego.
      Infine, mi ricordo dai libri di scuola, che i fascisti usarono la violenza delle squadracce per prendere il portere in Italia. E quei ragazzi me le hanno ricordate tantissimo, e non solo visivamente.

      Ps: non ho apprezzato il sorrisetto ad inizio di frase. io non giudico mai quello che dici, e non sono sempre d’accordo con te al 100%. spero di avere mal interpretato. ma vista la stima che ho (e continuerò ad avere) per te, credevo di doverti dire quello che pensavo.

      Alla prossima.

      • Carissimo Fabio,
        Come sempre è un piacere immergersi nella lettura dei tuoi pensieri… E rimarresti forse stupito nel sapere quanto io apprezzi e rispetti le tue riflessioni. Per questo mi dispiace, e molto, che tu abbia inteso come un “sorrisetto sprezzante” l’emoticon ad apertura commento… Non sono esperto con le ‘faccine’: voleva essere una apertura ‘sdrammatizzante’; ha avuto l’effetto contrario, assumendo il gusto della provocazione. Me ne sono reso conto anche io a commento pubblicato. E me ne scuso, perché non era assolutamente nelle mie intenzioni.

        In merito invece all’articolo in questione… Io NON condanno affatto la “violenza”. E nemmeno la giustifico a priori.
        Ribadisco che le violenze vanno sanzionate tutte o per niente.
        Dove comincia e dove finisce la “violenza”. Cosa si configura come violenza “legittima” e cosa invece non lo è… Siamo sempre sicuri che una “provocazione” non sia in realtà una “reazione” di risposta e viceversa? Qual’è, nel mezzo di una battaglia, la vera differenza tra “attacco” e “difesa”? Siamo davvero sicuri che tutti coloro che sono immersi nella mischia sappiano distinguere con lucidità e freddezza la differenza?
        Io queste certezze non le ho. Posso sbagliare. Mi faccio un’idea (soggettiva) e sono disponibilissimo a rimetterla in discussione.
        Sottolineo che la violenza scaturisce dall’assenza di dialogo e dalla negazione di prospettive. Si nutre e si alimenta nell’arroganza del potere e nell’indifferenza dei singoli. E’ fatta di emarginazione sociale e prevaricazione.
        In questi ultimi anni ogni forma di mediazione è stata spazzata via, smantellata, o svuotata di significato; sostituita dall’assioma: “Ho la maggioranza; comando io e quindi faccio come mi pare”.
        Non bisogna essere sociologi esperti nella teoria del conflitto, per sapere che il tasso di violenza e di conflittualità all’interno di una società cresce esponenzialmente all’assenza di negoziazioni e contrattazioni sofisticate, tramite la concertazione e il coinvolgimento rappresentativo di tutte le parti sociali, coinvolte nei processi di mutamento.
        Il riferimento alla “paura” come strumento di contrattazione voleva essere molto più complesso… A me poi del “Governo”, delle strumentalizzazioni politiche, e di quello che diranno pennivendoli e politicanti il giorno dopo, frega davvero nulla o per niente.
        Non so proprio che farmene della ‘legittimazione’ e del ‘riconoscimento’ di questa gente (espressione di un “potere” che combatto da una vita). Anzi! La cosa mi preoccuperebbe.

        Mi scuso ancora una volta con te Fabio, perché mi sto dilungando troppo e riconosco che sto abusando della tua ospitalità della quale ti ringrazio. Mi appello dunque alla tua indulgenza.
        Permettimi allora un’ultima osservazione… Anche io i “fascisti” li ho conosciuti sui libri di scuola. E pensavo che li fossero circoscritti, superati dal corso della storia. Quanto mi sbagliavo… Infatti, poi ho scoperto quelli veri: vivi e vegeti e più ringalluzziti che mai. D’altra parte ce li abbiamo al governo. Ho conosciuto i nuovi squadristi (“dal vivo”). E ho visto le loro squadracce in azione. Direttamente sotto casa mia, a scorrazzare liberamente nel quartiere dove vivo e organizzare raid notturni per stanare i ‘rossi’ e marcare il territorio da conquistare. Parliamo di una zona con antiche tradizioni di sinistra, molto annacquate, e dunque giudicata tranquilla e poco ‘combattiva’, ma con fortissimo valore simbolico per i “fascisti del nuovo millennio” (si fanno chiamare così).
        E indovina chi li ha ricacciati via?!? Non certo la Polizia, che scherzava con loro, li chiamava per nome e li ospitava nelle camionette; gli stessi tutori dell’ordine che proteggevano il loro covo occupato: una palazzina nuova di zecca a cui il sindaco (post?)fascista ha assicurato utenze gratuite e chiavi in mano, protetta h24 da un cordone di agenti.

        Infine ricordo, per puro capriccio storico, che gli unici ad opporsi davvero e con successo tra il 1921 ed il 1922, allo squadrismo fascista furono gli “ARDITI DEL POPOLO”: non erano certo stinchi di santo; “violenti”, disperatamente soli e isolati da tutti, furono gli unici che riuscirono a bloccare lo squadrismo. E infatti furono volutamente dimenticati dalla storiografia ufficiale: una realtà scomoda.
        Ora io non voglio paragonare i sedicenti “black-bloc” con gli “arditi popolari”. Ma certo i ragazzi di sabato a me non sembravano fascisti in un pomeriggio noioso.

        Grazie ancora Fabio per la tua attenzione e scusami ancora per averti annoiato con queste mie chiacchiere.

      • Innanzitutto tu non annoi mai. Hai delle tue idee e sai esporle con chiarezza e garbo ogni volta. E questo è raro di questi giorni, dove tutti si accalcano per dire la propria e avere ragione. Per questo mi ero sorpreso e amareggiato del tuo gesto, anche senza credere poi così tanto nella sua volontarietà. Inoltre, ci tengo a ribadire ancora una volta che sarai sempre il benvento su questo blog, chiaro? 😉

        Sull’assenza di un dialogo con chi ci governa e su come questo possa accendere gli animi mi trovi d’accordissimo. Sulla fascistità (si dice così? :D), seppur morbida, del nostro governo mi trovi anche qui solidale. Sul fatto che TUTTE le violenze (comprese, e soprattutto, quelle perpetrate dalle forze dell’ordine) vadano sanzionate, idem. La presenza dei “nuovi fascisti”, soprattutto giovani, mi addolora, perchè denota ignoranza della storia e mi preoccupa per il futuro della nostra nazione.
        Detto questo, tu parli di “provocazione”, chi ha provocato chi? la polizia ha provocato i black bloc? oppure sono stati questi ultimi a dare inizio agli scontri, per portare avanti una vendetta (“carlo vive” scritto sulla camionetta data alle fiamme credo significhi questo, o no?) ? Dal mio punto di vista, che può essere sbagliato (non ho la presunzione di avere “la verità”), a Roma si è realizzata la seconda opzione. E visto che le motivazioni non sono così nobili come si potrebbe credere (vendetta, non è rivendicazione) io non condivido quelle violenze e ribadisco che per me non hanno alcun valore politico. Sono solo distruzione e basta. Ripeto ancora una volta che posso sbagliarmi, anzi SPERO di sbagliarmi: quei ragazzi avrebbero un pò della mia stima in quel caso. Ma date le ragioni di prima resto della mia idea, per ora.

        A presto. 🙂

        Ps: Anche a me frega poco dell’approvazione dei nostri politici (e credo anche a Gandhi, se no se ne stava bel bello steso sotto un albero a sonnecchiare, tu che dici? :). Ma io non sottovalutarei la possibilità, direi il potere, che loro hanno di strumentalizzare liberamente a loro uso e beneficio gli eventi. E’ la loro arma più potente. E, se ascolti le varie tribune politiche televisive, è già stata messa in campo. Sarà solo chiacchiericcio, ma…

      • Guarda ti faccio pure sorridere se ci riesco 😀
        Pochi minuti fa, stavo passeggiando la mia cagnolina. Ad un tratto mi ferma un tizio, occhiali, riporto e impermeabile alla Colombo. E mi fa: ” ma le ce l’ha la paletta?”. “No”, rispondo io. E questo tizio continua: ” Ma perchè QUI AL SUD non siete obbligati ad utilizzarlo? Cos’è il comune DA VOI esiste solo per fottersi i soldi?”. Al ché un pò sconvolto dalla confidenza che questo sconosciuto si prendeva con me, ho tentato comqunque di spiegargli che pur senza l'”indispensabile”, a suo dire, paletta il mio cane non sporcava i marciapiedi perché io, educatamente raccolgo quel poco che lascia a terra. Ma niente da fare. Così l’ho salutato e ho continuato tranquillamente a passeggiare col mio cane come niente fosse. Ebbene, sai cosa ho pensato?
        “A questo qui gli manderei i black bloc in casa! Con tutti i problemi che ha il Sud (disoccupazione, mafia, politica inesistente e strapagata, imprenditoria e agricoltura in picchiata) questo mi viene a SCASSARE LA MINCHIA PER LA MERDA DEL MIO CANE? e per giunta con quell’arietta da so-tutto-io-quanto-sono-bravo-perchè-sono-padano ? MA VA DA’ VIA IL CUL (per restare in tema nordico)!!!!
        Quindi ecco trovato un buon, anzi buonissimo, impiego della violenza e dei black bloc.
        😀
        Ciao.

  3. Da qualcuno ho sentito dire che ieri la violenza che si è consumata a Roma era “violenza fine a se stessa”. Non sono d’accordo, quella di ieri un fine ben preciso, un obiettivo ce l’aveva eccome: offuscare, sporcare, impedire, la manifestazione!! Che vergogna, sono arrabbiatissima 😦

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