Valori moderni

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Il Bigotto (vignetta di Mauro Biani)

Ho sentito dire in tv da un tizio che fa il baciamano ai dittatori che la scuola pubblica inculca valori sbagliati ai ragazzi, dei valori contrari a quelli della società reale.

Quali sarebbero allora i valori giusti da insegnare ai giovani secondo l’amico di Lukashenko, Putin e Gheddafi (per citare solo 3 dei galantuomini con cui passa il suo tempo libero) ?

Primo certamente il RISPETTO DELLE ISTITUZIONI, a partire dalla magistratura via via verso il Parlamento fino al Presidente della Repubblica (rei di non “lasciarlo lavorare” come quando era un imprenditore, un padrone con dei ser… ehm dipendenti). Ogni due giorni si consiglia di attaccarli ferocemente, possibilmente facendo riferimento ai comunisti che fa sempre colore, salvo poi smentire il giorno dopo utilizzando la formuletta magica: “SONO STATO FRAINTESO”. Garantito. Nessuno dirà nulla. Provare per credere.

Secondo l’EROISMO. Mi ricordo anche che aveva  presentato un magnifico esempio della sua idea di EROE: un certo Vittorio Mangano. Sarà stato di sicuro un patriota o un servitore dello Stato. Non avrebbe mai potuto indicare come esempio di virtù le cui azioni onorevoli sono da considerarsi un modello da seguire un MAFIOSO PLURIOMICIDA!    ma nooooo…. ma che vado a pensare!

Terzo sicuramente la MORALITA’. Organizzare festini con minorenni, nipotine di famosi dittatori egiziani ovviamente sarebbe il massimo per un uomo che voglia mantenere intatta la sua morale e la sua dignità. Anzi credo proprio che a breve apriranno un corso universitario su come contattare i magnacci per recuperare le ragazze (senz’altro accuratamente perquisite dal servizio di sicurezza: “sono la cugina di mandela” “prego, entri”), come rintracciare spacciatori fidati per non far mai mancare la polverina bianca e soprattuto un corso per personal shopper accuratamente educati nel consigliare quale collier acquistare per “conquistare” la fortunata vincitrice del viaggio gratis sul “lettone di Putin” o nel non lasciarsi fregare quando si aquistano le graziosissime pilloline blu.

Quarto valore che sarà materia di studio sin dalle elementari, anzi dall’asilo vah! sarà certamente L’ONESTA’. Corrompere un avvocato per fargli testimoniare il “diversamente vero” o applicare il bianchetto sui bilanci per farli quadrare a dovere saranno le prove pratiche.

Infine, certamente non potrà mancare il corso specializzato in MERITOCRAZIA (ah! il merito! altro valore caro al nostro). Non vi lasciate spaventare dal parolone! Non sapete che significa?  è presto detto: sei una showgirl (velina, letterina, paperina, mignottina non importa, basta che finisca per -ina) dalle grandi doti… fisiche? Sei pronta a tutto? ma proprio tutto tutto? SI?? BENE!!!! Allora stai allegra, avrai certamente un posto assicurato da 10.000 euro netti al mese. O se sei proprio una brava “oratrice” potrai aspirare (verbo mai tanto adatto) persino al ruolo di Ministro!!!!! yeah!!!  Dici che altri fanno la gavetta, magari senza paga all’inizio e poi magari dopo tanti tanti anni arriva la promozione?

Davvero???? ma dove vivi???

…che magari vengo anch’io…

 

Buona scuola a tutti.

Chansonnier (vignetta di Mauro Biani)

Le vignette sono tratte dal sito del grandissimo Mauro Biani

 

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  1. Sentirgli dire queste cose ogni giorno ci rende tutti un po’ più sani di mente… Chissà se riusciremo a ponderare bene le decisioni, prima o poi…

  2. ciao e complimenti per il tuo post, satirico al punto giusto.
    In quanto allo scritto di Calamandrei del 1950…resto senza parole per la preoccupante attualità espressa.
    Maria Rosaria

    • Grazie. 🙂 Si in effetti sembra descrivere la situazione attuale. Mi chiedo se certi “grandi” (vedi anche il Leopardi di qualche post fa) siano soprattutto capaci di vedere sempre un pò più al di là del loro tempo, oppure è solo che la nostra Italia non cambia mai. Chissà…

  3. Complimenti, che bel pezzo hai scritto! In chiave umoristica- satirica hai fatto l’identikit di colui che tormenta ormai da troppo tempo le nostre esistenze.
    Non ho parole, ogni giorno vengo scossa da rivelazioni che hanno dell’inverosimile, come l’ultima esternazione del 27 febbraio scorso.
    Il tutto durante il convegno dei Cristiani Riformisti: oltre a dire che non sarà mai permesso ai single a alle coppie gay di adottare un bambino, ha effettuato anche alcune considerazioni sullo stato della scuola pubblica.
    Un uomo di Stato che parla contro lo Stato, minacciandolo, addirittura, di fargli causa…un individuo immorale, colluso, indagato, inquisito, che si permette di parlare del valore della scuola, dei valori della famiglia.
    Lui non dovrebbe sorprendermi più, è in piena “campagna acquisti”, è andato dai cattolici, ha fatto il bel discorsetto sulla privatizzazione della scuola etc…e un bel pò di voti se li è assicurati…che lui giochi sporco si sà! Ma quello che mi ha fatto indignare sono stati gli applausi della platea (ma non si scandalizzano più i cattolici moderni?)…è proprio vero, con il dio denaro non c’è altro santo che tenga.

  4. Vi suggerisco un ulteriore spunto di riflessione sull’argomento proponendovi un testo capitatomi per caso sotto gli occhi proprio dopo aver scritto il post sopra e che trovo davvero interessante.

    “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:

    – rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.

    – attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.

    – dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
    Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].

    Per prevedere questo pericolo, non ci voleva molta furberia. Durante la Costituente, a prevenirlo nell’art. 33 della Costituzione fu messa questa disposizione: “Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato”. Come sapete questa formula nacque da un compromesso; e come tutte le formule nate da compromessi, offre il destro, oggi, ad interpretazioni sofistiche […]. Ma poi c’è un’altra questione che è venuta fuori, che dovrebbe permettere di raggirare la legge. Si tratta di ciò che noi giuristi chiamiamo la “frode alla legge”, che è quel quid che i clienti chiedono ai causidici di pochi scrupoli, ai quali il cliente si rivolge per sapere come può violare la legge figurando di osservarla […]. E venuta cos” fuori l’idea dell’assegno familiare, dell’assegno familiare scolastico.

    Il ministro dell’Istruzione al Congresso Internazionale degli Istituti Familiari, disse: la scuola privata deve servire a “stimolare” al massimo le spese non statali per l’insegnamento, ma non bisogna escludere che anche lo Stato dia sussidi alle scuole private. Però aggiunse: pensate, se un padre vuol mandare il suo figliolo alla scuola privata, bisogna che paghi tasse. E questo padre è un cittadino che ha già pagato come contribuente la sua tassa per partecipare alla spesa che lo Stato eroga per le scuole pubbliche. Dunque questo povero padre deve pagare due volte la tassa. Allora a questo benemerito cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, per sollevarlo da questo doppio onere, si dà un assegno familiare. Chi vuol mandare un suo figlio alla scuola privata, si rivolge quindi allo Stato ed ha un sussidio, un assegno […].
    Il mandare il proprio figlio alla scuola privata è un diritto, lo dice la Costituzione, ma è un diritto il farselo pagare? » un diritto che uno, se vuole, lo esercita, ma a proprie spese. Il cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, se la paghi, se no lo mandi alla scuola pubblica.

    Per portare un paragone, nel campo della giustizia si potrebbe fare un discorso simile. Voi sapete come per ottenere giustizia ci sono i giudici pubblici; peraltro i cittadini, hanno diritto di fare decidere le loro controversie anche dagli arbitri. Ma l’arbitrato costa caro, spesso costa centinaia di migliaia di lire. Eppure non è mai venuto in mente a un cittadino, che preferisca ai giudici pubblici l’arbitrato, di rivolgersi allo Stato per chiedergli un sussidio allo scopo di pagarsi gli arbitri! […]. Dunque questo giuoco degli assegni familiari sarebbe, se fosse adottato, una specie di incitamento pagato a disertare le scuole dello Stato e quindi un modo indiretto di favorire certe scuole, un premio per chi manda i figli in certe scuole private dove si fabbricano non i cittadini e neanche i credenti in una certa religione, che può essere cosa rispettabile, ma si fabbricano gli elettori di un certo partito“.

    D

    Piero Calamandrei, 1950

    Parte del discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale (ADSN) a Roma l’11 febbraio 1950.

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