Ma l’Italia merita queste morti?

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2011

Missione ISAF, Afghanistan

18 gennaio, colpito a morte alla testa da un ribelle in uniforme dell’esercito afghano, nell’avamposto denominato “Highlander” situato nella cintura di sicurezza intorno alla base di Bala Morghab, nell’ovest dell’Afghanistan:

  • Luca Sanna, nato a Samugheo (OR) il 4 novembre 1978, caporale maggiore scelto in forza all’8º Reggimento alpini.

2010

Missione ISAF, Afghanistan

26 febbraio, Kabul:
A seguito di un attentato condotto con una grande quantità di esplosivo ed armi automatiche da parte di un commando composto da 8 mujaheddin talebani contro tre hotel nell’area di Shahr-i-Naw, e che provoca un totale di 16 morti[30], rimane ucciso:

  • Pietro Antonio Colazzo, agente segreto dell’AISE[31][32], in servizio in Afghanistan da due anni.

17 maggio, alle 9.15 locali, a seguito dello scoppio di un ordigno IED al passaggio di un convoglio partito da Herat e diretta alla base di Bala Murghab per portare rinforzi e composto da una colonna di ben 130 mezzi di spagnoli, americani, afgani ed italiani, per un numero complessivo di circa 400 militari, rimangono uccisi sul blindato Lince colpito dall’esplosione:

  • Massimiliano Ramadù, sergente in forza al 32º Reggimento genio guastatori “Torino”
  • Luigi Pascazio, primo caporale maggiore anch’egli del 32º Reggimento genio guastatori “Torino”

23 giugno, alle 19,04 locali, a seguito di una caduta dal proprio mezzo nei pressi di Shindad:

  • Francesco Saverio Positano, caporal maggiore scelto in forza al 32º Reggimento genio guastatori “Torino”

25 luglio, vittima di un suicidio: presso l’aeroporto di Kabul:

  • Marco Callegaro, capitano in forza al 121º Reggimento di artiglieria contraerei “Ravenna”, operativo in un piccolo contingente italiano che supporta il comando della missione ISAF della NATO

28 luglio, vittime di un attentato compiuto con un ordigno artigianale (IED), piazzato lungo la strada che stavano percorrendo con un blindato a 8 chilometri a sud di Herat, nel distretto di Injil::

  • Mauro Gigli, primo maresciallo in forza al 32º Reggimento genio guastatori alpini “Torino”
  • Pierdavide De Cillis, caporale maggiore capo in forza al 21º Reggimento genio guastatori

17 settembre, colpito a morte mentre cercava di catturare un gruppo di insorgenti che aveva appena piazzato un ordigno nella zona di Bakwah, nell’area a est di Farah, nella provincia di Herat.

  • Alessandro Romani, tenente in forza al 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” ed operativo presso la Task Force 45

9 ottobre, 9:45 ora locale (le 7:15 in Italia), sono stati vittime (4 caduti ed 1 ferito) di un’imboscata, un potentissimo “IED”, un ordigno esplosivo improvvisato è esploso sul ciglio della strada; si trovavano a bordo di un veicolo blindato “Lince”, che faceva parte del dispositivo di scorta a un convoglio di 70 camion civili che rientravano verso ovest dopo aver trasportato materiali per l’allestimento della base operativa avanzata denominata “Ice”, nella valle del Distretto del Gulistan, a circa 200 chilometri a est della Provincia di Farah, al confine con l’Helmand, nel sud ovest dell’Afghanistan.

  • Gianmarco Manca, nato ad Alghero (SS) il 24 settembre 1978, caporal maggiore scelto in forza al 7º Reggimento alpini
  • Francesco Vannozzi, nato a Pisa (PI) il 27 marzo 1984, caporal maggiore scelto in forza al 7º Reggimento alpini
  • Sebastiano Ville, nato a Lentini (SR) il 17 settembre 1983, caporal maggiore scelto in forza al 7º Reggimento alpini
  • Marco Pedone, nato a Gagliano del Capo (LE) il 14 aprile 1987, primo caporal maggiore in forza al 7º Reggimento alpini

31 dicembre, colpito a morte da un cecchino mentre era in servizio all’interno della base di Buji, nel distretto di Gulistan (provincia di Farah):

  • Matteo Miotto, nato a Thiene (VI) il 1° aprile 1986, caporal maggiore in forza al 7º Reggimento alpini.

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Militari_italiani_caduti_in_missioni_all%27estero#Missione_ISAF.2C_Afghanistan_10

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