Due cose su cui riflettere

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Una – Il paese sta andando in rovina.

Sulla prima cosa forse non si può fare molto come singolo, servirebbe un cambiamento che coinvolga tutti, ma in questi giorni ho potuto constatare che i cosiddetti "giovani" (non tutti per fortuna) hanno le idee un pò confuse. Soprattutto su cose in cui (io credo) non si dovrebbe avere il minimo dubbio. Tipo la semplice equazione mafia=merda. Che in alcuni da invece dei risultati stranamente contorti che la mia povera mente di cittadino (che tenta di essere il più possibile) onesto non riesce purtroppo a concepire né tantomeno ad accettare.

Due – IO sto andando in rovina.

A questa seconda cosa, beh… devo, devo trovare una soluzione al più presto. Perché se no… so cazzi!

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa
schiavo
dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)

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