IN ITALIA

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Ttra un pò la lega metterà il censimento anche per noi terroni! E mi pare anche giusto……………… MINCHIA! e noi che siamo meno dei ROM? Anzi quasi quasi mi vado a costituire…
SI SONO COLPEVOLE! APPARTENGO ALL’ETNIA SICULA!!!
(ah…cmq, ci hanno definiti davvero così! …“appartenenti all’etnia sicula”)
 


Tratto dal sito dell’UNITA’


scusate la lunghezza…ma credo vada letto tutto…che vergogna!

 

«Siamo
indignati dal fatto che un’etnia venga presa sotto tiro, soprattutto a
partire dai bambini». Così la segretaria confederale della Cgil, Morena
Piccinini, stigmatizza la proposta del ministro dell’Interno, Roberto
Maroni, per la creazione di una banca dati con le impronte digitali dei
Rom. «Idea – aggiunge la Piccinini – peraltro bocciata oggi dall’Unione
europea». «È una schedatura etnica non degna di nessun paese civile –
continua la sindacalista – tanto basta che le segnalazioni di etnie
sono avvenute sempre e solo dove ci sono stati dei regimi totalitari:
non a caso anche le persecuzioni del nazifascismo cominciarono proprio
dalla schedatura dei bambini ebrei». «Ancora una volta – aggiunge la
sindacalista – invece di investire sui diritti dei bambini si
interviene con reprimende». «Chiediamo pertanto al governo e al
ministro – conclude – di rientrare nell’Europa libera e democratica
ritirando i provvedimenti annunciati».

«La proposta del ministro
Maroni di prendere le impronte digitali a tutti i bambini rom nel
nostro paese è una espressione di governo odiosa e intollerabile,
carica di pregiudizi e dettata da incultura -afferma Luciana Sbarbati –
capogruppo nella commissione bicamerale infanzia del Pd. In nessun
paese civile esistono simili iniziative anche se le condizioni della
sicurezza sono più precarie.
Non pensa il Premier che tutto ciò cozza
contro la sua sedicente proclamata cultura liberaldemocratica? –
continua Sbarbati. Da buon cattolico e da statista democratico è Suo
dovere cancellare subito questa norma ma soprattutto insegnare al
ministro dell’interno che comunque, anche in caso di diversità di
razza,
le colpe dei padri, reali o presunte, non possono ricadere sui
figli
, in questo caso minori. Luciana Sbarbati afferma poi che i
deputati e senatori del Pd chiederanno la convocazione straordinaria
della commissione infanzia per valutare la gravità politica, culturale
e morale dell’iniziativa del ministro dell’interno».

A
difendere il provvedimento annunciato da Maroni e sottoposto all’altolà
di Bruxelles è invece il prefetto di Milano, nominato da Palazzo Chigi
commissario per l’emergenza rom, Gian Valerio Lombardi. Secondo il
prefetto con la nuova ordinanza del ministero degli Interni per il
censimento dei nomadi, «non ci sono novità», perchè «le norme già in
vigore consentono il fotosegnalamento per chi non riesce a dimostrare
la propria identità, siano anche minori». Il prefetto fa riferimento ad
una legge del ’41- in tarda epoca fascista, dunque -che prevede che chi
non è in grado di dimostrare la propria identità possa essere
fotosegnalato.

Si tratta della legge 633 del 22 aprile 1941 che
riguarda soprattutto le censure e i diritti d’autore di riproduzioni
fotografiche, poi servita anche per integrare in questo campo il
famigerato Codice Rocco.
E usata per organizzare le «fotosegnalazioni»
di categorie di persone mal accette al regime o oppositori politici,
come anarchici e comunisti.

Secondo il prefetto Lombardi
l’intento di ricorrere a queste norme del Ventennio è buono: «Ci si è
posti un problema, che è quello di bambini che vengono mandati, nella
maggior parte dei casi da genitori che restano in Romania, a rubare in
zone della città e vengono picchiati se non portano il minimo
garantito. Di questi bambini non sappiamo nulla, non sappiamo chi sono
e quindi – continua il prefetto – si pensa di identificarli con il
fotosegnalamento che è una estrema ratio
, perchè non ci sono altri
strumenti, ma viene fatto anche a loro tutela». Quindi niente impronte,
sostiene Lombardi, solo una comoda seduta in commissariato davanti al
flash per una bella foto segnaletica, come se fossero tutti criminali.
O potenziali tali.

Il ministro Roberto Maroni «non ci
sarà nessuna schedatura». L’obiettivo è fare «un censimento di chi c’è»
nei campi nomadi. E «la Croce Rossa italiana – ha detto sempre Maroni a
Otto e Mezzo su La7 – accompagnerà la Polizia nei campi
proprio perché siano rispettati i diritti di tutti». Addirittura il
censimento dei campi nomadi sarebbe fatto proprio «per tutelare i
bambini.
Parlare di leggi razziali è una stupidaggine».

Mentre
per eurodeputato Gianni Pittella, presidente della delegazione italiana
nel gruppo del Pse al Parlamento Europeo, «anche se ancora non si
tratta di un pronunciamento ufficiale», è molto importante la reazione
della Commissione Europea all’annuncio del ministro Maroni di
costituire una banca dati con le impronte digitali dei rom perchè, come
ha detto il portavoce della Commissione, una misura di questo tipo
comporta una grave violazione del principio di parità di trattamento di
tutti i cittadini presenti nei Paesi membri, a prescindere dalla loro
nazionalità od origine etnica.
Secondo l’eurodeputato Pd la misura
proposta da Maroni, «è anche del tutto inefficace, sia ad affrontare i
problemi di sicurezza che incombono su molte nostre città, sia per la
promozione di serie politiche di inclusione, che sono le uniche di cui
il governo Berlusconi non si occupa e che l’Europa reclama con sempre
maggiore insistenza».


 

 

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