Elezioni e Tibet

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Leggete. Tutto. Mi raccomando. FABIO. 

ELEZIONI
Tratto da : http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/ 

“Il Partito Azienda”


Strano questo 2008. Nasce il il Pd. Nasce il Pdl. E all’improvviso risorge il partito azienda. Ma non quello «monarchico», la definizione è sua, di Silvio Berlusconi. Il nuovo partito azienda è invece il Movimento per l’autonomia (Mpa) di Raffaele Lombardo che,
rispetto a Forza Italia delle origini, presenta un’importante
differenza: non si basa su un azienda privata (la Fininvest), ma su
più aziende pubbliche.
La potenza elettorale di Lombardo, che assieme a Totò Cuffaro è stato
negli anni ’80 il pupillo dell’ex ministro, sotto processo per mafia,
Calogero Mannino,
si basa infatti sulle prebende che gli enti regionali, provinciali e
comunali, più le società da loro controllate o partecipate, riescono ad
elargire.
Per raccogliere voti Lombardo garantisce posti di lavoro e poltrone. Il Corriere della Sera, per esempio, ha raccontato come la provincia di Catania, guidata fino a pochi giorni fa da Lombardo, nel corso di tre anni abbia assunto circa 500 persone nella Publiservizi, una società a capitale privato controllata però dal pubblico.

Dal punto di vista elettorale questo modus operandi paga: alle ultime regionali l’Mpa ha incassato in Sicilia il 13 per cento dei voti. Il problema è che il giochetto ha il fiato corto. Proprio a Catania, per esempio, la disastrosa amministrazione del medico personale di Berlusconi, il sindaco Umberto Scapagnini, ha lasciato vuote le casse del municipio già
impoverite dal suo predecessore Enzo Bianco. Il debito ha raggiunto
livelli tali da spingere l’Enel a staccare la luce a interi quartieri e
Scapagnini è stato costretto a dimettersi. A soli due anni dalla sua
rielezione il
medico del Cavaliere era ormai divenuto talmente impopolare da correre il rischio di essere menato se solo si fosse messo a camminare per strada da solo. Stessa storia, o quasi, in Campania dove gli uomini del centrosinistra governano tra i rifiuti spesso utilizzando metodi alla Lombardo (o se preferite alla Mastella).

Berlusconi però ha 72 anni, di quello che può accadere da qui al 2013, non gliene importa un fico secco. L’Mpa è utile per vincere e
quindi porte aperte a Lombardo.
Ma il peso del tempo non si può
nascondere. E si vede anche se si guarda al Popolo della Libertà: con
l’ingresso di An e di tutti i funzionari e i colonnelli di Gianfranco
Fini anche il Pdl è destinato a cambiare volto. Non appena An si
scioglierà, le truppe di Fini, molto più radicate sul
territorio rispetto a quelle di Forza Italia, chiederanno che vengano
fatti i congressi, che vengano eletti i segretari. Insomma il Pdl sarà
sempre meno azienda e sempre più partito. Peccato che tutto questa
avvenga lentamente e solo a causa del trascorrere degli anni. Non per scelta.
Il tempo infatti stringe: per far crescere l’Italia, la destra (come la sinistra) serve. Ma deve essere normale.

di PETER GOMEZ

TIBET

Tratto da http://www.beppegrillo.it

La Cina ha bloccato l’accesso a YouTube per evitare che i suoi
cittadini sappiano cosa succede a Lhasa. Le dittature non possono
sopravvivere senza il controllo dell’informazione. Free Tibet!

Vieira batte Dalai Lama 1-0. Libera informazione in libero Stato.

Il massacro dei tibetani è sulle prime pagine dei
più importanti giornali del mondo libero. Da noi è un po’ meno
presente. Questione di priorità. In Italia l’informazione è serva, ma
in modo comico, surreale, cialtronesco. Gli articoli sono palle
colorate lanciate in aria dai clown dell’informazione assunti come direttori di giornali.
Il Corriere della Sera di ieri. Prima pagina. Foto centrale con “Vieira fa gol per Mancini” , 12 cm x 14,5, e sulla destra un titolo “Marina fa l’elogio di Luxuria, 2 cm x 11,5. In alto a destra un richiamo al Dalai Lama, 5 cm x 5,5
titolo e inizio articolo compresi e subito sotto un lancio
dell’intervista a Andrè Glucksmann “Boicottare i Giochi non serve a
nulla”, 6,5 cm x 5,5: un centimetro più del Dalai Lama.
Il lettore che ripone la sua fiducia in Paolo Mieli e nel “salotto buono” del Corriere si inoltra a questo punto nella lettura delle pagine interne. Cerca, come è naturale, la notizia del giorno. Tibet, Lhasa, Dalai Lama, Cina, Giochi Olimpici. Pagina 2 e 3 sono dedicate alle amministrative in Francia. Certo, sono importanti, ma il Tibet? Sfogliamo. A pagina 5,
dopo la pubblicità, c’è una foto di Testa d’Asfalto, 13 cm x 13,5,
sotto il titolo “Protesta sulle pensioni, Berlusconi frena”, 28,5 cm x
1,5. Andiamo avanti. Pagina 6 è dedicata a “La cura
Air France all’esame del governo”, titolo da 29,5 cm x 1 e due foto 2
cm x 2 della coppia Formigoni – D’Alema con le loro dichiarazioni in
box virgolettati da 7 cm x 2.
. Ma non bisogna
mai disperare. Infatti, a
pagina 14 c’è il Tibet con il titolo su due righe “In Tibet genocidio culturale. Ma no al boicottaggio dei Giochi” 21, 5 cm x 3 e a pagina 15, a fronte l’intervista a Glucksmann “Disertare Pechino? Così non serve” 20,5 cm x 1,5. Il messaggio di pagina 14 e 15 è quello di non disertare i Giochi. La libertà del Tibet può attendere.
Per curiosità ho confrontato il Corriere con il Financial Times di ieri.
Foto centrale della prima pagina con la protesta dei monaci 21,5 cm x 11,5,
titolo “Chinese seal off Tibetan capital” 3,5 cm x 3, 5. Subito a
pagina 2 un articolo su Lhasa, titolo “Tibetans’ grievances with
Beijing spill over violence” 11 cm x 3,5, foto di un tibetano in esilio
17 cm x 7,5.


 

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