URLo – Pippo DelBono

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Urlo è il grido. Quello del neonato, ma anche lo strazio del torturato, la furia dell’arrabbiato che chiede la fine del tempo iniquo, proclama l’urgenza di un mondo più umano. Nella lingua dei poeti Urlo è anche l’ululato del vento, dei lupi e della schiera dei potenti, il ringhiare dei cani da guardia dell’ordine dominante, il clamore della moltitudine del popolo non sottomesso.”
Pippo Delbono
Il gruppo teatro colpisce ancora…
Mercoledì è andato alla scoperta di un autore che definire folle è riduttivo, ma la sua è follia che diventa pura poesia grazie alla sua mente geniale . Uno “Spettacolo” nel vero senso della parola surreale e angosciante a partire dall’urlo che apre e chiude la rappresentazione alle varie immagini di crocifissioni, di dark lady sanguinarie e dei vari “mostri” che abbiamo incontrato e incontreremo nella nostra vita (davvero spaventosa la maestra che gratta le unghie sul banco mostrando i denti aguzzi).
“Urlo” è un musical orchestrato dal talento blasfemo, irridente e feroce di Pippo Delbono, un grande affresco dalle tinte felliniane e bunuélliane in cui si confrontano la carismatica presenza di Umberto Orsini e una compagnia di autentici emarginati e senzatetto, gli attori ‘presi dalla strada’ tradizionalmente al fianco del visionario regista. Lo spettacolo è un grido di collera contro i potenti, ma anche un grido d’amore. Il tema è il potere che si insinua nei rapporti personali, distorcendoli, avvelenandoli; mentre gli altoparlanti rimandano parole amare sulla repressione – da La Ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde a Urlo del poeta beatnik Allen Ginsberg – un’umanità brulicante ed estrema si materializza uscendo dalle case squinternate di un presepe apocalittico. Un evento da non mancare che al suo debutto al Festival di Avignone ha suscitato consensi a non finire.
Teatro sociale di notevole suggestione e intensità poetica, che rimanda ai personaggi surreali e circensi di Federico Fellini e alla gestualità di Chaplin.
La sua poetica si caratterizza come un viaggio verso un teatro sempre più essenziale, sempre più spoglio e vicino alla vita.
Se non siete deboli di cuore e siete abbastanza folli quanto me vi consiglio di andarlo a vedere, sicuramente è un tipo di teatro che ti lascia il segno.
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